Archivio | agosto, 2013

Archeologia dal Cadore al Comelico – Le ultime scoperte

28 Ago

Venerdì 30 agosto alle ore 20.45, per i venerdì di Algudnei, Eugenio Padovan, assieme a Diego Battiston e Gian Galeazzi, ci parlerà di archeologia dal Cadore al Comelico.

Durante la serata i nostri ospiti ci daranno qualche informazione anche sull’ultima campagna di scavi a Monte Croce Comelico, scavi commissionati proprio da Algudnei.

Dateci poi le vostre impressioni, anche su Facebook (https://www.facebook.com/algudnei), a presto.

Archeologia dal Cadore al Comelico

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LE PAROLE DEL “GRUPPO” (Virtù e difetti delle persone)

26 Ago

FURGNÉ, vb., tirare per le lunghe, esitare, temporeggiare; à furgnó dut al di nvézä d lurà ha temporeggiato tutto il giorno invece di lavorare.

COMELICO IN VERSI (Zavario/sogno)

21 Ago


Öi zavarió aped te stanöte
e dolau sui to ciavöi
come nugle lediöre zal ziel
fin sora el zime dle monte pi aute
gno ch la mi os
s intonaa aped la toa
e tu era musica
portada dal vento…
öi zavarió aped te stanöte
e ne n avraa volù
desdame mai pi.

Da una canzone del Gruppo Musicale di Costalta scritta da Lucio Eicher Clere e musicata da Daniele De Bettin, tratta dall’album Che bel ch iné l Comelgo, 2007
Gruppo Musicale di Costalta, Vara nova. Canzoni in ladino, Grafiche Sanvitesi, 2013, p. 174

Ti ho sognato questa notte
e volavo sui tuoi capelli
come nuvole leggere nel cielo
sopra le cime più alte
dove la mia voce
si intovana con la tua
e tu eri musica
portata dal vento…
ti ho sognato questa notte
e non avrei voluto
svegliarmi mai.

COMELICO IN VERSI (donne in amministrazione)

21 Ago

1945, le prime elezioni amministrative dopo la guerra. Nei comuni piccoli però è difficile mettere insieme i candidati e allora… bisognerà pescare anche tra il gentil sesso, “col fadleto sul ciò e el traverson” (con il fazzoletto in testa e il grembiulone)! Questo l’argomento della “satira” composta per la mascherata di San Valentino del 1945 da Ferruccio Sacco, da cui abbiamo tratto i versi scherzosi di oggi.

(…)
É n afar a tiré fora
sti consiliere de la malora;
on el femne par fortuna
tiraron fora anch liò calcduna!

Avasson di nome da propone
femne drete e coi c….
ma bisogna ch usona ntin d prudenza
aped cla dente piena d difidenza.

(…) Che bel sarà a cal òn
ch resta a ceda a fei colazion
intanto ch la femna va a Belun
a tratà afare d Comun.

(…) E l òn a ceda farà duce i fate
laverà padele, brondine e pignate
neterà canai, farà la polenta
intanto ch la femna comanda e inventa!

Da Ferruccio Sacco, Mascrade a San Colò. Satire per Carnevale e altri scritti (1943-1964), Union Ladina dal Comelgo, Gruppo la Baita, 2008

È difficile tirare fuori
‘sti consiglieri della malora!
Ma abbiamo le donne per fortuna,
ecco dove trovare qualcuno!

Ce ne sarebbero di nomi
donne serie e con i c…
ma bisogna avere prudenza
la gente è piena di diffidenza.

Che bellezza per quell’uomo
che resta a casa a spignattare
mentre la donna va a Belluno
a fare gli affari del Comune.

L’uomo a casa si occuperà di tutto
laverà padelle, pentole e piatti
pulirà i bambini, farà la polenta
mentre la donna dirige e comanda!

Il cuore pulsante del Cadore

21 Ago

Venerdì 23 agosto alle ore 20.45, per i venerdì di Algudnei, Davide Berton, naturalista e fotografo, ci parlerà del cuore pulsante del Cadore con le sue fotografie dell’Antelao, del Sorapis e delle Marmarole.

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Il cuore pulsante del Cadore

COMELICO IN VERSI (Iutonse)

15 Ago

Da un testo poetico di Giovanni De Bettin Linc musicato dal Gruppo Musicale di Costalta, con un augurio a tutti per il giorno della Madonna!
(trovate il testo completo nel nuovo libro del Gruppo che raccoglie tutte le loro canzoni)

Iutonse (Aiutiamoci)


Ma cuanto bel ch saraa
podöi rivé a capisse
e anche s mancia algo
zarcà da compatisse,
podöi cettasse insieme
scambiesse un bel bondì
savöi ch par cuatro dis
son cà apó n son pì.

(Da: Gruppo Musicale di Costalta, Vara nova. Canzoni in ladino, Grafica Sanvitese, 2013)

Come sarebbe bello
arrivare a capirsi
e anche se qualcosa non va
riuscire a compatirsi
trovarsi assieme
scambiarsi un bel buongiorno
sapere che per pochi giorni
ci siamo e poi non più.

Il pastore che amava i libri

14 Ago

Venerdì 16 agosto alle ore 20.45,  Algudnei ospita Italo Zandonella Callegher che ci presenterà il suo nuovo volume dal titolo Il pastore che amava i libri. Storia del piccolo Ial.

Per l’occasione il nostro Arrigo si trasformerà in giornalista e intervisterà l’autore. Ne vedremo sicuramente delle belle!

Il pastore che amava i libri

LE PAROLE DEL “GRUPPO”

11 Ago

FUFIGNÉ, vb., far cose di poco conto, lavorare svogliatamente; affaccendarsi di nascosto, far sotterfugi.

FUFNÀ, vb, lavoricchiare.

Dalla montagna alla città per studiare

7 Ago

Venerdì 9 agosto alle ore 20.45, Algudnei ospita la presentazione del volume Dalla montagna alla città per studiare. Da bambine… a donne a cura di Floriana Santomaso, Mariangela Collarin, Rita Dal Borgo e suor Michelina Festini.

Il volume racconta la storia dello studentato (1912-1990) in occasione del centenario della sua fondazione.

Presenterà il volume Rita Dal Borgo con Arrigo De Martin Mattiò

Dalla montagna alla città per studiare

COMELICO IN VERSI

4 Ago

Ciao amici di Algudnei!
COMELICO IN VERSI è la nostra nuova rubrica: percorreremo insieme la produzione poetica comeliana, gustandone alcuni piccoli assaggi. Iniziamo con un ritaglio da un sonetto in ladino (sotto c’è la traduzione) di Pio Zandonella Necca, che osserva il Comelico dopo un grosso temporale, quando torna il sole.

Anche noi aspettiamo il sole domani, dopo la tempesta di stasera…

Tempuràl ’n Cumelgu

(…)
E adesu ch tornä forä ncamò l ventu
a disgatì si nughi ingardizedi
s tacä a ntravedi, dutu nte n mumentu,
l boscu, li vari e i peidi co li cedi.

Sourä l’Ajarnlä s ved a cor na sberlä,
ciaudä, d saroiu: na gran lamä d lus
tra i nughi ch à l culor dla madreperlä

se speciä dinzi dl agä n ogni bus,
pò ntaiä d longu, comi par daverdlä,
la spondä dal Cianèi e di Palùs.

(Da: P. Zandonella Necca, Insudä ‘n Cumelgu. Sonetti in ladino del Comelico, a cura del Gruppo ricerche culturali di Comelico Superiore, Sezión ladinä d’Cumelgu, 2000)

Ed ora che riprende a soffiare il vento
a dipanare queste nuvole aggrovigliate,
ecco si intravvedono ad un tratto,
il bosco, i prati, i paesi con le case.

Sopra l’Ajàrnola corre uno schiaffo
caldo, di sole: una gran lama di luce
tra le nuvole color di madreperla

si specchia nell’acqua di ogni pozza,
poi incide in lungo, come per squarciarla,
la sponda del Chianèi e dei Palùs.

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